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Roma – Il curioso fatto è avvenuto nei giorni scorsi ad opera di quello che è stato sempre ritenuto un onesto cittadino di Roma: Mario Bianchi si è presentato presso due carabinieri che stavano esercitando il loro lavoro in una via della città, brandendo un ombrello e aggredendo fisicamente i due agenti.

Il tutto è avvenuto sotto gli sguardi attoniti dei passanti: “Non la sopporto! Non ce la faccio più!” urlava il facinoroso Bianchi mentre prendeva vigorosamente a ombrellate uno dei carabinieri, racconta un cittadino anonimo.

Dopo una zuffa protrattasi per diverse decine di minuti, in cui i due tutori della legge non riuscivano a trattenere l’uomo incontrollabile e fuori di sé, Bianchi è stato arrestato e ora pare che finalmente otterrà l’agognata pena. Perché mai un uomo vorrebbe andare volontariamente in carcere? La dichiarazione di Bianchi: “Ero disperato, non volevo fare così male ai due agenti, ma non sopporto più mia moglie e preferisco il carcere: sicuramente il cibo che servono lì è molto meglio di quello della mia compagna”.

Secondo indiscrezioni, l’uomo sarebbe inoltre intenzionato a proseguire le zuffe una volta inserito nel penitenziario, per essere messo in isolamento e non poter nemmeno ricevere le visite della tanto odiata donna. Il processo però potrebbe volgere a suo sfavore: attorno alla faccenda si è creato un folto dibattito tra giuristi e sociologi.

Sono stati effettuati alcuni test per certificare il tasso di fastidio arrecato dalla compagna, ottenendo risultati per cui 8 uomini su 10 del test hanno mostrato chiari segni di disturbo mentale dopo 60 minuti di convivenza. Secondo molti di essi, in un caso particolare come questo, la pena più esemplare per le aggressioni potrebbe essere non il carcere, ma l’obbligo per Mario Bianchi di frequentare la moglie almeno per un certo numero di ore al giorno.

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Maria Bianchi aggredisce carabinieri: “Voglio il carcere così sto lontano dal mio compagno”

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